Max Negri

Max Negri

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L'idea nasce dal fondatore di questo sito Max Negri

La didattica attuale, impone certi stilemi e modi di approciarsi allo strumento, che devono stare al passo con i tempi, l'avvento di internet e di tutte le tecnologie conesse, ha dato un enorme spinta al metodo di insegnamento, a tal punto da poter creare una nuova didattica e una nuova concezione di Lezione.

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I corsi di sassofono constano di tre livelli principali : base, medio, avanzato ; e due sezioni differenziate di ricerca e avanguardia.

 

Il corso base

Ha come obiettivo lo sviluppo progressivo e mirato della tecnica di respirazione ed emissione del suono, aspetti basilari che verranno sempre presi in considerazione anche a livelli superiori, unitamente alle nozioni elementari di teoria e lettura applicati direttamente sullo strumento.



Il corso focalizza in modo pratico tutti gli aspetti di mantenimento, scelta, cura e pulizia del sassofono comprese le parti più delicate come le ance, i tamponi e le imboccature.



Lezioni di questo livello sono adatte a qualsiasi persona che vuole avvicinarsi al sassofono anche senza aver frequentato alcun corso di musica in precedenza, Queste saranno in grado di offrire una solida base.

 

Il livello medio

Si aprirà con le prime nozioni di armonia applicate allo strumento, con l’ascolto degli intervalli e dei primi concetti d’improvvisazione verticale (intervallistica) e orizzontale (accordica). In seguito si sperimenteranno i primi « effetti » come il vibrato, le piccole flessioni di tono « bendings », glissandi, e altri abbellimenti classici. Interessante e molto solido il metodo di Andy Mc Ghee, “out of print”. In un secondo tempo si inizierà l’esplorazione oltre il range di base, partendo dagli armonici indi a posizioni speciali applicabili a ogni tipo di sax.


Agli inizi degli anni '40 due musicisti contrastanti, come S. M. Raschèr e il tenorista Ted Nash, hanno introdotto il registro Altissimo dando un contributo a livello sia pratico che teorico veramente immenso.

« Ted Nash’s Studies in High Harmonics » di Ted Nash.
« Do you listen? »
« Top Tones of the Saxophone, Third and Fourth octave range » di S.M. Raschèr.

Da segnalare, inoltre, il testo di R.A. Luckey che comprende sia esempi classici contemporanei di Sapievski e Creston, unitamente ad esercizi più jazzistici come nel caso di Lester Young, Parker o Coltrane.


L’obiettivo di questi esercizi è di aumentare la resistenza e la flessibilità dell’imboccatura e, a livello acustico, sviluppare la percezione auditiva in questo registro.

« Saxophone Altissimo : high Note developpement for the Contemporary player » di R.A. Luckey
« Three Octaves Scale » di J.Allard

A questo livello si porrà l’attenzione sul fraseggio puntando soprattutto su brani di matrice jazzistica, attraverso musicisti come L. Niehaus, C. Parker e S.Stitt e vari esercizi rivolti alla varietà ritmica applicata a diversi tipi di scale anche non modali.

« Six Jazz Duets » di L. Niehaus
« Charlie Parker Omni Book » di C. Parker
« Real Book first edition »

. Nella seconda parte del corso si sperimenteranno altri « effetti » legati sia al timbro che all’intonazione come il « growling », l’« half-tongue », lo « slap-tongue » e il « double-tongue » per aprirci ad altri generi come il Rock, il Funk, il Blues e altri generi moderni. Da segnalare :

« Hot Rock Sax Techniques » di Tim Price
« Rock & Roll Saxophone » di R. Boots e S. Mike

Per lo sviluppo poliritmico delle scale Blues e pentatoniche esistono una moltitudine di testi, per questo motivo mi limito a descriverne alcuni che a mio avviso sono i più esaustivi :

« Blues Scales Polytonal rhythm series » di E.De Cosmo
« Pentatonic Scales » di R. Ricker
« Pentatonic Scales Vol. 2 » J. Bergonzi.



 

Il livello avanzato

Si affronteranno tematiche relative alla politonalità e ai concetti intervallistici dell’improvvisazione modale e non, e si svilupperà un vocabolario ben preciso su cromatismi, cellule accordiche, ornamenti, triadi, ecc., i quali definiranno i vari stili dei grandi interpreti. Si analizzeranno dei Soli già scritti e non, si misureranno le varie tensioni tra gli intervalli in un’armonia.

« Intervallistic Concept » di E. Harris
« Intervalic Improvisation » di W. Weiskopf
« Building a Jazz Vocabulary » di M. Steinel

Indi si prosegue con l’analisi ritmica di varie ritmiche moderne e duetti ritmici, avendo come obiettivo lo sviluppo ritmico-tecnico sullo strumento.

“Creative Reading in 4/4” di L.Bellson

, a questo punto si cerca di arricchire il vocabolario improvvisativo dell’allievo in modo che possa far fronte, anche a livello professionale, alle varie esigenze. Nel corso si esploreranno vari tipi di scale : Bizantine, Tunisine, Arabe, Iddish, Pelog, Javanese, Japanese (sempre mantenendo il temperamento equabile dello strumento, in quanto lo sviluppo dello spazio infratonale fa parte del livello superiore , quello della ricerca) e vari cicli come le progressioni a tritoni, a terze maggiori, le scale aumentate, e tante altre collegando queste a vari brani della letteratura sassofonistica contemporanea: « Giant Steps, Countdown, But not for me » scritti o riarrangiati da Coltrane. In questo caso si farà capo a testi come :

« Thesaurus of Scales and Patterns » di N.Slonimsky
« A Player’s Guide to His Harmony » di W. Weiskopf
« Hugo Wolf’s Lieder and Extensions of Tonality » di A. Harbor
« Third Relations » di D. Stein

Nell’ultima fase del corso, si svilupperanno altri effetti come « lip down », « lip up », « glides », e molti altri i quali cominceranno a caratterizzare lo stile del musicista.

Si analizzeranno tecniche di interpretazione relative a brani sia classici che contemporanei con diverse formazioni, dal cool Jazz fino alla fusion, con vari musicisti da J. Adderly, J. Henderson, B. Berg, M. Brecker, B. Minzer, R. Margitza, J.Bergonzi, S.Grossman, D. Liebman, J.Lovano, J. Redman e tanti altri.
Altri testi relativi all’improvvisazione e a raccolte di brani :

« Development in fourth » di R. Ricker
« A Chromatic approach to Jazz Harmony » di D. Liebman, un’analisi completa dai classici : Bach, Scriabin ai Jazzisti come Coltrane, Shorter, Hancock, Beirach, ecc.
« Contemporary Harmony » di L. Ulehla
« Real Book 2 & 3, WG.

 

 

L’aspetto « di ricerca »

si esplorerà lo spazio infratonale dello strumento con effetti relativi a posizioni alternative combinate con gli armonici, e con flessioni di tono relative all’imboccatura. Tutto questo relativo ad una tecnica estesa dello strumento avendo anche questo caso un aumento notevole del bagaglio musicale. « Multiphonics », « Respirazione Circolare », « subtones », « effetti percussivi », « key slaps or pops », « Mutes », « Avanguard trills » sono solo alcuni esempi di tecnica estesa la quale potrà essere applicata nel campo della musica extra-europea, oppure per donare semplicemente più colori a un solo in qualsiasi genere.
Si affronteranno alcuni Raga indiani, musica araba, balcanica, irlandese, ecc.
Unitamente si potranno affrontare problemi tecnici in situazioni reali di concerti, sale di registrazione, monitoraggio, microfoni, qualità elettroacustica.

« Extended technique for the saxophone » di J.M. Leonard
« Multiphonics for the saxophone tecnique vol.1 » di K. Dorn
« Hello ! Mr. Sax » di J.M. Londeix
« Multiphonics for the saxophone » di J. Gross.

 

L’aspetto di « Avanguardia »

sono sviluppati sia concetti trascendentali, psicolgico-musicali, che ricerche a livello sensoriale e religiosi implicanti vari concetti prettamente acustici. In parallelo ai corsi di ricerca si effettuano esperimenti con strumenti sia acustici che elettronici puntando sulla respirazione e sulle implicazioni metafisiche che questa può scatenare, o viceversa rilassare. Si cercherà un equilibrio nell’improvvisazione ma anche nella composizione al di fuori di schemi filosofico-musicali.

« Science of Breath » di Yogi Ramacharaka
« Effortless Mastery » di K. Werner
« Il terzo orecchio » di B.L. Plozza

"Questo programma chiaramente è una parte del potenziale di insegnamento di questi corsi, tenendo presente che essi possono essere personalizzati a tal punto da aprire un universo musicale individuale e quindi ogni materia si potrebbe dilatare in maniera esponenziale. In ogni caso una parte delle nozioni deriva direttamente dai corsi del Berklee College of Music di Boston e diverse altre giungono da una ricerca personale che dura (e durerà) diversi anni."

 

Obiettivi trasversali del corso

 

•                Sviluppo e perfezionamento della percezione e del controllo dello schema cor­poreo

•                Acquisizione della capacità di rilassarsi e di raggiungere la pro­pria posi­zione  di equilibrio

•                Sviluppo dei riflessi psicomotori

•                Acquisizione del controllo consapevole dei movimenti

•                Acquisizione del controllo delle proprie reazioni emotive

•                Acquisizione e sviluppo delle capacità di ascolto, di concentra­zione e di me­morizzazione

•                Acquisizione e sviluppo  delle capacità logiche, critiche e crea­tive

•                Sviluppo dell’autovalutazione

•                Acquisizione di metodo ed autonomia nello studio a casa

•                Sviluppo della socializzazione con altri musicisti

•                Acquisizione della coscienza di sé

•                Sviluppo del senso di responsabilità in palco e nella preparazione dei pezzi

 

 

Obiettivi generali e disciplinari

 

A)             a1) Sviluppo e perfezionamento della percezione dello schema corporeo con particolare atten­zione al rilassamento ed alla respira­zione.

                  a2) Acquisizione della consapevolezza del peso, della giusta condizione di equilibrio individuale con lo strumento e del suo man­tenimento anche in si­tuazioni complesse.

                  a3) Acquisizione, nell'affrontare i diversi problemi tecnici, della con­sapevolezza e del controllo dei movimenti necessari e delle parti del corpo in essi coinvolte.

 

B)             b1) Acquisizione della capacità di pensare e “sentire” il suono prima di produrlo, anche attraverso l'educazione dell'orecchio e della voce.

                  b2) Acquisizione della capacità di concentrarsi ascoltando e controllando il proprio suono per:                 

- sviluppare la capacità di intonare

                                   - acquisire coscienza ritmica

                                   - intervenire consapevolmente sui diversi parametri sonori (intensità e timbro)

                                   - intervenire consapevolmente sulla condizione corporea

                                   - saper calibrare i propri contributi alla musica d'in­sieme.

                  b3) Acquisizione di un metodo di studio basato sull'individuazione dell'errore e della sua corre­zione.

 

C)             c1) Acquisizione della capacità di decodificare la simbologia musicale (ordinaria e specifica) con particolare attenzione al rap­porto segno/suono

                  c2) Acquisizione della capacità di scegliere consapevolmente e motivata­mente le modalità di ese­cuzione di un brano musicale (tempi, fraseggi , sonorità, agogica, dinamica).